Ritratti non solo pallonari dei paesi che si giocano i mondiali/6
Stati Uniti
All’epoca dei Mondiali di Germania gli Stati Uniti erano piuttosto diversi da come li conosciamo oggi. Donald Rumsfeld era ancora il segretario della Difesa, il generale David Petraeus non comandava le truppe in Iraq, il Dow Jones iniziava la sua ascesa verso la quota record di 13.930 punti, Barack Obama era un senatore che aveva fatto un bel discorso alla convention democratica due anni prima e la peggiore catastrofe naturale che sarebbe potuta capitare a un presidente da lì all’eternità si chiamava Katrina.
21 AGO 20

All’epoca dei Mondiali di Germania gli Stati Uniti erano piuttosto diversi da come li conosciamo oggi. Donald Rumsfeld era ancora il segretario della Difesa, il generale David Petraeus non comandava le truppe in Iraq, il Dow Jones iniziava la sua ascesa verso la quota record di 13.930 punti, Barack Obama era un senatore che aveva fatto un bel discorso alla convention democratica due anni prima e la peggiore catastrofe naturale che sarebbe potuta capitare a un presidente da lì all’eternità si chiamava Katrina. Le case in America valevano molto e la parola subprime non era ancora sulle prime pagine dei giornali; non quanto le parole sciiti e sunniti. Era l’America della guerra al terrore e degli stati canaglia, l’impero globale che discuteva quasi esclusivamente di politica estera e non immaginava una crisi finanziaria. Non immaginava l’ascesa di un candidato nero e messianico alla Casa Bianca, figurarsi il suo crollo sotto i colpi domestici. Mentre fermava i futuri campioni del mondo a Kaiserslautern – gol di Zaccardo – l’America non poteva immaginare come sarebbe stata la nazione dopo George W. Bush.